Libro "Barriere percettive e progettazione inclusiva"

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libro "Barriere percettive e progettazione inclusiva"Per riconoscere e superare le cosiddette “barriere percettive” non basta conoscere e applicare alla lettera i regolamenti tecnici, come per la maggior parte delle barriere architettoniche, ma bisogna aver compreso davvero il problema sapendosi mettere dalla parte di chi affronta l’ambiente costruito in situazione di minorazione visiva. 
In questo libro l’autrice, architetto ipovedente, descrive minuziosamente le difficoltà che incontrano le persone che vedono poco muovendosi nell’ambiente urbano, salendo (ma soprattutto scendendo) scale, attraversando strade, spostandosi in grandi spazi come stazioni o aeroporti, usando i mezzi di trasporto, cercando informazioni e altro. Centinaia di fotografie illustrano con esempi, sia positivi che negativi, varie situazioni problematiche spiegando le difficoltà degli utenti ma anche l’enorme gamma di possibili soluzioni che, con semplici ed economici accorgimenti, consentirebbero di superare efficacemente il problema e di migliorare la vita di tutti, non solo di chi vede poco.
Parlando di “barriere percettive” ci si concentra di solito sugli accorgimenti multisensoriali che forniscono informazioni a chi non vede (percorsi tattili, informazioni acustiche, etichette in Braille, mappe a rilievo) mentre scarsa attenzione è riservata alla qualità della comunicazione visiva, nonostante sia questa la modalità di accesso preferita dalla stragrande maggioranza delle persone che vedono poco o male, siano esse ufficialmente ipovedenti, anziani o semplicemente con qualche difficoltà visiva. Analogamente, si può osservare, quando si parla di “barriere architettoniche” si tende spesso a limitare l’attenzione all’accessibilità per la disabilità motoria, dimenticando quella sensoriale. 
Il tema di fondo affrontato nel libro è in sostanza quello della “leggibilità ambientale”, ossia dell’efficacia per tutti della comunicazione visiva che in modo esplicito (un segnale, un cartello, il numero dell’autobus…) o implicito (un gradino, una maniglia, un pulsante da premere…) ci consente di muoversi negli ambienti, soprattutto quelli pubblici o meno familiari, evitando i pericoli e indicandoci dove dobbiamo andare o cosa dobbiamo fare. 
Queste barriere architettoniche, dice Lucia Baracco, non si superano solo fornendo ulteriori e puntuali indicazioni tecniche normative, peraltro necessarie, ma soprattutto attraverso un processo assai più delicato che attiene alla qualità della progettazione e, ancor di più, al buon senso. Non si tratta infatti di eliminare ostacoli fisici, bensì di “aggiungere” informazioni.

Il testo è organizzato in 5 capitoli

Il primo capitolo introduce al tema dell’ipovisione e alle sue implicazioni in termini fisici, sociali e psicologici. 

Il secondo capitolo declina il concetto di “barriera percettiva”, vista in rapporto al più ampio tema dell’accessibilità.

Nel terzo capitolo si esaminano le situazioni che, nell’ambiente costruito, possono rappresentare una fonte di pericolo, e perciò un ostacolo, alla mobilità autonoma delle persone con disabilità visiva, e in particolare di quelle con ipovisione più o meno severa: scale e dislivelli, attraversamenti pedonali ed ostacoli lungo i percorsi. 

Il quarto capitolo parla di come creare ambienti che facilitino l’orientamento e che siano confortevoli da vivere e fruire per le persone con disabilità visiva, esaminando il problema dal punto di vista globale e funzionale: una persona deve sapere dove si trova ma anche come raggiungere una certa destinazione (wayfinding). 

Nel quinto capitolo si analizza infine globalmente il tema dei trasporti pubblici (treni, autobus, taxi e conseguentemente stazioni, aeroporti…), vero nodo cruciale per chi ha problemi di vista ma anche scelta obbligata essendo per loro precluso l’uso autonomo di mezzi di trasporto personali.

Gli ultimi tre capitoli sono corredati da schede esemplificative che, trattando casi circoscritti ma significativi e molto concreti, approfondiscono uno o più argomenti esposti nel capitolo di riferimento. 

Caratteristica pressoché comune di tutti questi problemi, come osserva ripetutamente l’autrice, è che queste barriere non hanno nessuna giustificazione economica: costruire un ambiente più comunicativo e “leggibile” per tutti richiede solo una maggiore attenzione in fase di progettazione, ma nella realizzazione non comporta nessun costo aggiuntivo. Eppure, osserva amaramente, anche in occasione della realizzazione di onerosi interventi atti a garantire l’accessibilità dei luoghi, sia di tipo fisico (rampe, ascensori, …), che di tipo percettivo (percorsi e mappe tattili), non si presta quasi mai la giusta  attenzione ai problemi di chi vede poco, sottovalutando, ad esempio, la “leggibilità” dei dislivelli o l’efficacia della segnaletica.

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INDICE

Presentazione (Flavio Fogarolo)

Introduzione

1) L’ipovisione

- Cos’è l’ipovisione 

- Aspetti psicologici e comportamentali dell’ipovisione

- Le patologie che causano l’ipovisione 

- Invecchiamento della popolazione e ipovisione

2) Le barriere percettive

- Barriere architettoniche e barriere percettive 

- Quali barriere per la popolazione 

- I fondamenti del design accessibile

3) Muoversi nell’ambiente in sicurezza 

- Fonti di pericolo

- Scale e dislivelli 

- Attraversamenti pedonali

- Ostacoli lungo i percorsi 

   SCHEDE:

   Un caso emblematico

   Un ottimo esempio: i ponti veneziani

   Il marcagradino non è solo una striscia di nastro nero 

   Un caso che fa riflettere

   Pareti e porte vetrate

4) Orientarsi e fruire degli spazi

- Cosa significa orientarsi in uno spazio

- Norme su wayfinding e disabilità visiva

- Punti di riferimento

- La segnaletica

- La rappresentazione degli spazi 

   SCHEDE:

   L’ascensore 

   Uso del colore 

   Pavimenti e materiali di rivestimento 

   Porte e maniglie

   Interfacce tecnologiche

5) Viaggiare con i mezzi di trasporto pubblico

- Il diritto alla mobilità

- Muoversi in stazione

- Aspettare il mezzo di trasporto

- Conoscere gli orari

- Acquistare il biglietto e convalidarlo

- Identificare il mezzo e prendere posto

- Scendere al momento giusto

   SCHEDE:

   Un esempio di design inclusivo 

   Prendere un taxi

   La Metropolitana di Londra

 

L’AUTRICE

Lucia Baracco, architetto. Svolge attività di ricerca, consulenza e formazione sui temi dell’accessibilità dell’informazione e dell’ambiente costruito, con particolare riferimento alle esigenze delle persone con difficoltà visive. È presidente dell’Associazione Lettura Agevolata onlus.