Leggibilità e usabilità nelle tecnologie di uso quotidiano

Home » Leggibilità del testo » Leggibilità e usabilità nelle tecnologie di uso quotidiano

di Erika Cunico

Signora anziana legge il suo cellulare.Quotidianamente tutti noi abbiamo a che fare con numerosi apparecchi elettronici e le nostre case sono piene di elettrodomestici acquistati per agevolare la vita facendoci risparmiare tempo e fatica.
Per soddisfare le esigenze più disparate vengono prodotti apparecchi sempre più sofisticati, in cui si moltiplicano le funzioni e le opzioni. Si moltiplicano, purtroppo, anche le difficoltà di utilizzo perché le dimensioni degli apparecchi tendono molto spesso a diminuire e con i pochi comandi a disposizione bisogna poter compiere un numero sempre crescente di operazioni: è esperienza comune quanto possa essere difficile programmare una segreteria telefonica o un videoregistratore.
Per una persona con difficoltà visive, ai disagi comuni si sommano quelli dovuti alla vista, soprattutto ai problemi di lettura e interpretazione dei comandi. È importante che il design di questi oggetti e quello delle interfacce siano studiati attentamente in modo da permettere un utilizzo agevole a più utenti possibili.
Il problema della leggibilità dei comandi degli apparecchi elettronici si ricollega dunque all’usabilità di tali strumenti. Un carattere non appropriato, la mancanza di contrasto o la noncuranza dei fattori della leggibilità analizzati finora possono rendere un apparecchio di difficile uso per molte persone. Ma il problema, in questo caso, va ben oltre la sola lettura dei comandi. Ci sono infatti altri importanti aspetti che possono favorire l’interazione dell’utente, aiutando o sostituendo il solo canale visivo.
La percezione tattile e quella sonora possono essere di sostegno alla vista ma anche, in molti casi, assolutamente sufficienti per l’uso autonomo del prodotto quando l’utente è ben addestrato. Tutti riusciamo ad usare anche al buio gli apparecchi che conosciamo meglio ed è noto come le persone cieche sappiano gestire da sole anche macchine molto complesse, purché naturalmente siano progettate con cura. Importante è anche il rispetto degli standard, ufficialmente definiti o solo comunemente accettati, ossia l’attenzione a organizzare i comandi come e dove l’utente si aspetta di trovarli.
In questo capitolo si analizzano i tre elementi di controllo più comuni: i pulsanti, le manopole e i display. Naturalmente i problemi e le soluzioni da adottare differiscono a seconda del tipo di controllo e alle sue caratteristiche.

Pulsanti 

Pulsanti di piccoli apparecchi elettronici con simboli incavati.I pulsanti sono forse i dispositivi di comando più semplici e si attivano semplicemente premendoli. Possono avere un effetto singolo e ripetibile, come i tasti di un telefono, oppure permanente, come ad esempio i comandi di un videoregistratore. Rispetto ai pulsanti, l’utente deve essere in grado di sapere dove sono e cosa consentono di fare. Nel caso di pulsanti permanenti deve inoltre sapere se ciascun pulsante è attivato o meno.
Purtroppo, non sempre i pulsanti sono facili da individuare. Spesso infatti sono molto piccoli, dello stesso colore e materiale della scocca attorno o disposti a formare quasi un motivo decorativo, nel tentativo di mimetizzarli il più possibile o di valorizzare l’aspetto formale anche a discapito di quello funzionale.
Non è sempre facile capire la funzione di un tasto. C’è a volte un problema di linguaggio: icone e simboli incomprensibili, abbreviazioni e parole straniere che possono creare molta confusione. Spesso invece, anche in questo caso, è questione di leggibilità: il testo che descrive la funzione del pulsante c’è ma si legge con difficoltà. Altre volte per ragioni economiche, ma soprattutto per assecondare la tendenza al mimetismo degli aspetti funzionali, simboli e parole sono solamente incavati nel tasto. Così facendo però il contrasto è nullo e diventa impossibile leggerne la funzione.

Pulsanti delle toilette dei treni Eurostar senza alcun rilievo.Le persone con difficoltà visiva, compresi i non vedenti, possono superare i problemi di individuazione visiva dei tasti attraverso il tatto. È però indispensabile che i pulsanti siano distinguibili tattilmente, ossia che si possa capire dov’è ciascun pulsante e riconoscere, soprattutto attraverso la forma o la posizione relativa, ciascuno di essi. Apparecchi con pannelli di comando basati sul tocco o lo sfioramento, con tasti privi anche del minimo spessore e senza alcun riferimento tattile, sono assolutamente inutilizzabili per un non vedente (per tutti noi, se siamo al buio) che non può localizzare l’area attiva del pulsante. Per trovare un esempio di comandi di questo tipo basta entrare nelle toilette dei treni Eurostar.

Ingrandimento di comandi di lettori CD.Per le persone cieche o con difficoltà visive può non essere ovvia la disposizione dei tasti se essi non sono in posizioni standard. È importante perciò che i pulsanti di controllo siano raggruppati in maniera logica, che tenga conto delle abitudini e delle esperienze dell’utente.
È possibile rendere più immediata la percezione del layout della tastiera differenziando i tasti in modo da enfatizzare sia le somiglianze che le differenze concettuali. Distanziando un po’ gli elementi con funzioni diverse o aumentando la vicinanza tra quelli correlati viene facilitata la percezione di unità e la riconoscibilità. È inoltre possibile raggruppare visivamente elementi facenti parte di un gruppo semplicemente contrassegnandoli con lo stesso colore o assegnando loro una stessa forma.
Se il pulsante è permanente e conserva l’impostazione attivata dall’utente (on/off, acceso/spento, su/giù…) è necessario che l’utente possa determinare, meglio attraverso la vista che con il tatto, lo stato in cui si trova un comando. Per tutti i pulsanti, un segnale di feedback tattile o sonoro può aiutare la persona a capire se la sua azione è andata a buon fine e se il tasto è stato premuto. Un’indicazione tattile può essere fornita da un graduale aumento della forza necessaria per premere il tasto seguito da un netto calo della pressione necessaria nel momento in cui il comando è stato attivato e un successivo aumento della forza oltre quel punto per ammortizzare il colpo. Nel caso di pannelli a tocco, senza riferimenti tattili, è impossibile sapere se il pulsante è stato premuto se non grazie ad un segnale acustico (ad esempio beep o click).

Manopole 

Ingrandimenti di manopole di elettrodomestici.Le manopole sono comandi che, per mezzo di un elemento ruotante, consentono all’utente di selezionare, in modo continuo o a intervalli predefiniti, un certo parametro di funzionamento. Spesso alle manopole è associato anche un comando iniziale on/off (acceso/spento).
Per l’utente, prima di ogni altra cosa, è fondamentale riuscire a comprendere qual è la funzione di una manopola; ad esempio in un fornello capire a quale fuoco essa si riferisce. Occorre dunque che i vari simboli e diciture siano chiari e ben evidenti.
È poi necessario riuscire ad individuare chiaramente il puntatore, ossia l’indice della selezione, attraverso un segno sulla manopola. Può essere generalmente un punto, un trattino colorato, una sporgenza o una rientranza: l’importante è che questo segno risulti ben evidente e contrastato. Una forma della manopola ben sagomata oltre che facilitare l’impugnatura può fungere da indicatore e facilitare l’operazione di puntamento.

Particolari ingranditi di manopole di piccoli elettrodomestici.Non sempre è semplice determinare il punto zero quando esso non è alla fine della scala. Esso dovrebbe dunque essere evidenziato e ben visibile. Anche l’individuazione dei vari livelli o della scala di riferimento può essere difficoltosa. È fondamentale che i simboli siano semplici e riconoscibili e le scritte rispettino tutti i principi della leggibilità analizzati nei precedenti capitoli. Per facilitare l’operazione di selezione è opportuno avere un riscontro tattile e sonoro nel passaggio da una tacca all’altra (ad esempio un click), soprattutto sul livello zero (acceso/spento).

Display 

Display di piccole dimensioni di un cellulare.Anche apparecchi domestici considerati tradizionalmente di uso molto semplice, come le lavatrici e i forni, vengono forniti oggi di un piccolo display a cristalli liquidi. Molti di essi, infatti, richiedono all’utente di seguire una sequenza di operazioni per arrivare al risultato prefisso. Questo spesso coinvolge l’utilizzo di controlli remoti e la necessità di porre attenzione ai sistemi di controllo (pulsanti, manopole ecc.) e allo stesso tempo di verificare l’esito delle azioni su un display. Alcuni apparecchi hanno pulsanti che svolgono più di una funzione, spesso selezionabile dalla navigazione di un menu visualizzato in un schermo. È dunque indispensabile una buona leggibilità del display per non complicare ulteriormente operazioni già abbastanza complesse, che spesso mettono in difficoltà anche persone con una buona vista.
Molti schermi sono troppo piccoli o scuri e poco contrastati per mostrare le informazioni in modo che possano essere lette facilmente. Schermi sufficientemente grandi, con una grafica chiara e un contrasto elevato tra caratteri e sfondo, possono certamente migliorare la leggibilità. Molto gradita è anche la possibilità di ingrandimento del testo.
La leggibilità di uno schermo dipende molto dalla tecnologia con cui è realizzato (con o senza retroilluminazione, a colori o non, con poche decine o centinaia di pixel per centimetro quadro, ecc.). La tecnologia offre soluzioni sempre più all’avanguardia, ma spesso i costi elevati sono un ostacolo. Nel caso in cui non sia possibile raggiungere una leggibilità dello schermo ottimale, può essere molto utile che l’utente possa memorizzare le sequenze e le impostazioni da lui usate solitamente e che queste possano essere selezionate premendo un singolo tasto (ad esempio in una lavatrice, la maggior parte degli utenti utilizza abitualmente solo tre o quattro programmi diversi, anche se la macchina permette un’infinità di soluzioni).